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Fare politica senza soldi e senza cognomi? Sperando che torni la “vecchia politica”!

La passione politica e il conseguente impegno, nel volontariato, nelle sezioni, nelle piazze e poi nelle istituzioni, è una malattia che si prende da piccoli. Io l'ho presa.

Ho dovuto osservare, con il tempo, come chi avanzava di grado in politica sono quasi sempre i fedelissimi di qualcuno, i ricchi e coloro che portavano addosso un cognome importante (i “figli di”).

“Alla faccia della democrazia!”.

Ma poiché al cuore non si comanda, io sono andato avanti lo stesso. Ascoltavo comizi e intervistavo partigiani, facevo raccolta di manifesti dei padri e delle icone della Sinistra, volantinavo, distribuivo la domenica l'Unità, Rinascita e Noi Donne.

Dopo tanti anni di militanza sono entrato anche nelle istituzioni. Prima nel consiglio comunale di Opera, piccolo centro alle porte sud di Milano, poi ho tentato il balzo al Parlamento.

In vita mia non ho mai avuto sponsor, padrini politici o tanti soldi per fare la politica ad “alti livelli”.

Mi infilarono malvolentieri in lista alle Politiche del 1992, ero undicesimo.

Con passione, fervore e con pochi amici, scalai 10 candidati avanti a me e fui eletto.

Credo fosse una delle rare volte in cui un “plebeo” un “paria”, un eretico della politica riuscisse, con poche forze ma tanta energia, ad essere eletto deputato.

Da allora e prima di allora, pur militando nei partiti della Sinistra, non ho mai avuto padrini o “padri nobili”, anche il cognome non è altisonante, “Apuzzo”.

Sono un “ragazzo di strada” e credo nella politica alla vecchia maniera, per la gente e in mezzo ai guai, per risolverli.
Così ho sempre affrontato le questioni, di petto e, dopo 20 anni e passa da quella bella (e casinista) esperienza parlamentare, adesso ci riprovo per la Regione Lombardia: con pochi soldi, pochi amici convinti e tanto olio di gomito.

Nella speranza che, un giorno, passata l'ubriacatura dei leader e dei partiti personali, la politica torni ad essere uno strumento per risolvere i problemi di chi ha più bisogno, un aiuto concreto per tutte le creature.

Se vuoi e se credi anche tu alla “vecchia, sana, politica”, onorami con il tuo voto, traccia una croce sul simbolo “Gori Presidente” (quello blu e azzurro con la scritta bianca) e scrivi a fianco “Apuzzo”.

Grazie mille,

Stefano Apuzzo

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