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Questo pomeriggio, dalle ore 15 in poi un gruppo di animalisti, tra cui gli attivisti di Gaia, hanno inscenato una colorita protesta di fronte al Salone della pellicceria, “Mi Fur” che si teneva presso la Fiera di Rho-Pero. Gli ambientalisti di Gaia, armati di vanghe hanno scavato una profonda buca nei giardini antistanti ed hanno seppellito alcune pellicce, dando vita, subito dopo ad un simbolico “Falò della vita”, ovvero all’incenerimento delle pellicce. Erano presenti una cinquantina di giovani. La sepoltura degli indumenti ha inteso simboleggiare il rispetto e la consapevolezza di pelli e pellicce una volta appartenuti ad esseri viventi. L’obiettivo della manifestazione era far comprendere ai cittadini che indossare pelle d'animale non è elegante bensì un mero atto di crudeltà ed egoismo. Il Mifur, il Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle, rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato internazionale di settore. "Abbiamo inscenato questa colorita manifestazione di protesta per ricordare a stilisti e operatori del mondo della moda e della pellicceria che la guardia non è stata abbassata e che è pronta nei loro confronti una vasta campagna di boicottaggio internazionale. Tutti gli stilisti che impiegano guarnizioni in pelliccia saranno identificati con nome, cognome e indirizzo personale e resi pubblici. Tra coloro ci sono molti che impiegano pellicce di cane e di gatto, sovente importate dalla Cina”, dichiarano Edgar Meyer, Presidente di Gaia e Cristina Donati, responsabile campagne di Gaia Onlus. Gli animali vengono spietatamente allevati e uccisi e il loro pelo usato per macabre finiture di indumenti e accessori o per farne cappotti che vengono sempre più frequentemente proposti dagli stilisti. |
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 Amici della terra Lombardia Lombardia e Club di Cologno monzese (Mi), con la lista "Uniti per Cologno (Verdi e Alleanza per l'Italia) hanno manifestato questa mattina, dalle 12 alle ore 13.30 al ponte sul Lambro al confine tra San Maurizio al Lambro, Cologno e Brugherio. All'iniziativa erano presenti l’ex deputato, Presidente di Amici della Terra Lombardia, Stefano Apuzzo e gli ambientalisti di Cologno monzese, Maurizio Diaco, Presidente del Club di Amici della Terra di Cologno e Camillo Piazza. Gli ambientalisti, una cinquantina circa, hanno esposto striscioni a ridosso del fiume (“Là dove c’era un fiume ora non c’è più”, “Lambro pulito e vivo”, “No al petrolio nei fiumi” etc.) ed hanno inscenato un presidio di protesta, constatando la situazione del fiume. La notizia che l'origine del disastro è certamente dolosa inquieta ancor più i cittadini dei Comuni attraversati dal Lambro, considerando che, purtroppo, nel nostro paese gli inquinatori la fanno sempre franca. Tutti sono a conoscenza che nel fiume sono presenti dei tubi di scarichi abusivi che sono collegati alla rete fognaria di molte imprese e mai nessuno si è impegnato a chiuderli definitivamente. Il Ministero dell’Ambiente nel 2008 aveva stanziato diversi milioni per la sistemazione del nostro fiume e questo disastro rischia di vanificare tutti i nostri sforzi. La prossima iniziativa di Amici della Terra Lombardia e degli ambientalisti di Cologno monzese sarà tra circa una settimana quando è prevista la chiusura con delle paratie e in muratura dello scarico del depuratore di Monza che, proprio all’altezza del ponte di San Maurizio al Lambro, avvelena con i propri scarichi il già provatissimo fiume. “E’ una vergogna che gli scarichi del depuratore di Monza, finito fuori uso dal recente sversamento di petrolio continuino ad essere conferiti impunemente nel Lambro e nel Po. Non è stata presa in considerazione nessuna alternativa, come in un qualsiasi Paese degradato. Quando in Campania non vi erano siti dove conferire i rifiuti urbani, questi venivano abbandonati su strade e marciapiedi. Adesso la civile, progredita e ricca Lombardia sta facendo la stessa cosa: il depuratore di Monza non depura le acque di scarico e queste vengono riversate così come sono in un fiume. Nel tratto che precede l’immissione dei veleni di Monza a San Maurizio al Lambro-Cologno, nel Lambro ci sono i pesci, dopo l’immissione fognaria vi è solo morte e fetore”, affermano Stefano Apuzzo e Maurizio Diaco di Amici della Terra.
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In occasione del prossimo Consiglio comunale di Rozzano (Mi), sarà avanzata la Richiesta di destinazione del gettone di presenza di Consiglieri e Assessori all’emergenza terremoto Haiti, per il tramite della Protezione Civile di Rozzano.
Il terribile terremoto che ha colpito lo sfortunato e povero Paese di Haiti ha provocato centinaia di migliaia di vittime, profughi, orfani e senza tetto. E’ necessaria una corsa di solidarietà immediata, un segnale di vicinanza e di amicizia verso questo popolo sfortunato. Non siamo ancora nella vigenza del Bilancio comunale 2010 e quindi abbiamo difficoltà a reperire fondi per l’emergenza terremoto e per il soccorso alle vittime. Riteniamo, tuttavia che ogni sforzo di aiuto debba essere esperito e per tanto intendiamo chiedere al Consiglio di offrire il primo segnale di generosità nei confronti del popolo haitiano, destinando all’emergenza Haiti il gettone di presenza di Consiglieri e assessori di questa seduta. L’Amministrazione comunale valuterà con la Protezione Civile di Rozzano e con l’Unicef le iniziative di solidarietà ed economiche che possono essere attivate per contribuire a sostenere le vittime del terrificante terremoto caraibico.
Grazie per la disponibilità e la generosità di tutti.
Assessorato alla Cooperazione Nazionale e Internazionale
Cosa è possibile fare, subito. Corriere della sera e Gazzetta – E’ possibile effettuare donazioni sul conto corrente di Banca Intesa "Un aiuto subito", Iban IT86 R030 6909 4000 0000 0111 105. In alternativa è possibile usare la carta di credito tramite il numero verde 800.132.870 o effettuare un versamento sul conto corrente postale intestato ad Agire (ente che coordina molte ong italiane tra cui Amref e Save the Children) 85593614, causale "Un aiuto subito per Haiti". Infine con un sms al numero 48541 da cellulari Tim, Vodafone o da rete fissa Telecom Italia si donano 2 euro.
Caritas - La Caritas ha lanciato un appello per contribuire alla realizzazione del piano d'emergenza. Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale 347013 specificando nella causale "Emergenza terremoto Haiti". Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui Unicredit Banca di Roma, via Taranto 49, Roma - Iban IT 50 H 03002 05206 000011063119, Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban IT 19 W 03069 05092 100000000012, Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban IT 29 U 05018 03200 000000011113. CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001.
Unicef - Anche l'Unicef lancia una raccolta fondi. Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale "Emergenza Haiti"; carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde 800745000; c/c bancario Banca Popolare Etica Iban IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051; i comitati locali dell’Unicef presenti in tutta Italia (elenco sul sito www.unicef.it).
Croce Rossa Italiana - Queste le coordinate per la raccolta fondi della Croce Rossa in favore delle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti: numero verde tel. 800.166.666; donazione online www.cri.it; bonifico bancario causale "Pro emergenza Haiti", Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020. Per donare 2 euro alla Croce Rossa "Pro emergenza Haiti" è possibile inviare un sms da numero Wind e 3 al 48540. Il numero sarà attivo fino al 27 gennaio. Inoltre il Comitato internazionale della Croce Rossa ha attivato uno speciale sito Internet per aiutare gli haitiani ad avere notizie dei propri cari: l'indirizzo è www.icrc.org/familylinks.
Medici Senza Frontiere - Medici Senza Frontiere lancia una raccolta fondi straordinaria. Si può contribuire tramite carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; bonifico bancario Iban IT58D0501803200000000115000; conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale "Terremoto Haiti"; online sul sito www.medicisenzafrontiere.it.
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