Il rospo smeraldino e diversi altri suoi “cugini” sono animali a rischio di estinzione e per tale ragione, particolarmente protetti in Europa e in Italia da Leggi e Direttive. Nel periodo primaverile, è sufficiente che si formi un’ampia pozzanghera in una zona di campagna o di natura marginale perché i rospi vi depositino le uova da cui nascono poi i girini. In primavera la natura si rigenera, gli animali si riproducono e nelle campagne è tutto un fermento. Capita spesso che i lavori pubblici già previsti configgano con il risveglio della natura. Proprio per questa ragione, il Regolamento del Verde di Rozzano vieta di intervenire sugli alberi e sui corsi d’acqua nel periodo primaverile ed estivo. Alcuni lavori previsti per risistemare l’area a Valleambrosia, alle spalle del centro “La Coccinella”, verso lo svincolo della tangenziale Ovest, uscita Rozzano, sono stati bloccati dall’Assessore all’Ambiente, Stefano Apuzzo. Le ruspe stavano rimuovendo macerie abbandonate e rifiuti di ogni tipo, quando i volontari dell’Associazione APE, Animali Piante Ecologia di Rozzano, con Catia Acquaviva, si sono accorti della folta presenza di rospi adulti e di girini nelle macchie d’acqua nell’area. Lo stop alle ruspe è stato immediato e concordato con i responsabili di API Rozzano. I volontari adesso hanno due settimane di tempo per rimuovere i rospi e i loro girini per spostarli nella vicina “Oasi dello smeraldino” o nelle oasi del WWF. Un rospo può vivere fino a 10 anni e in quell’area a Valleambrosia, nei pressi dello svincolo della tangenziale è previsto, in un prossimo futuro, lo spostamento di alcune aziende. Per questa ragione i volontari dell’Associazione APE e l’Assessore all’Ambiente di Rozzano, hanno concordato sull’opportunità dello spostamento degli animali. Nei prossimi giorni alle operazioni di salvataggio parteciperanno anche i volontari della Protezione Civile di Rozzano, guidati dal presidente, Renato Porciello. Come detto i rospi, molti altri anfibi e perfino alcune piante acquatiche sono particolarmente protetti e tutelati da Leggi nazionali regionali e da Direttive europee. Per la distruzione dei loro habitat sono previste sanzioni da codice penale e il sequestro delle aree.
A OPERA, VICINO SEDE CROCE ROSSA, PRESIDIO CONTRO L'INCENERITORE.
L’intenzione, formalizzata da A2A (ex Amsa), di realizzare un impianto di termovalorizzazione nel Parco Sud, tra Opera e Rozzano, scatena l’opposizione degli ambientalisti di Amici della Terra e, in particolare dei Club locali di Opera, Pieve Emanuele e Rozzano. “Se queste sono le politiche ambientali nella Regione più progredita d’Italia, forse il federalismo rischia di riservare molte sorprese e non tutte positive”, dichiara l’ex deputato Stefano Apuzzo, Presidente di Amici della Terra Lombardia e Assessore all’Ambiente del Comune di Rozzano. “Regione, Provincia e Comune di Milano sono governati dal Centro-destra, così anche i Comuni di Opera e Pieve Emanuele”, afferma Augusto Sandolo, del Club Amici della Terra di Opera e ex Assessore all’Ambiente della città, “ma non erano tutti contrari all’inceneritore nel Parco Sud, prima delle elezioni?”. “Non siamo contrari agli impianti di termovalorizzazione”, afferma Stefano Apuzzo, “riteniamo che il Parco Agricolo Sud Milano sia una localizzazione non idonea in quanto il territorio è già stato sottoposto a urbanizzazione e pressione eccessiva, con impianti di depurazione, Ieo e carcere. Si sta snaturando la vocazione stessa di questa area protetta. Vi era la disponibilità ad ampliare e ammodernare l’impianto di Sesto San Giovanni, ma A2A è un’azienda – pubblica – autarchica che si avventura in imprese finanziarie anziché rispondere alle esigenze di cittadini e famiglie”. “I Sindaci del Sud Milano sono tutti contrari, al di là dell’appartenenza politica, all’inceneritore nel Parco Sud. E’ prevedibile una forte mobilitazione di tutto il Sud Milano, Sindaci e Assessori in testa. Anche noi ambientalisti siamo pronti alle barricate, al fianco dei Sindaci e dei cittadini di Rozzano e Opera”, concludono Apuzzo e Sandolo. Pronto a scendere in piazza anche il presidente del Club di Amici della Terra di Rozzano e Presidente della Commissione Territorio del Comune, Marco Masini il quale avverte: “l’inceneritore rischia di mandare a rotoli la raccolta differenziata e l’impegno virtuoso profuso dai cittadini, secondo la logica del bruciare il più possibile, bruciare tutto”.
Chi ha vinto e chi ha perso le elezioni? Il Centro-sinistra ha ragioni per essere soddisfatto? Cosa bisogna fare per tentare di riprendere a vincere? Domande difficili alle quali corrispondono molte risposte. Proviamo a semplificare qualche concetto, anche correndo il rischio di banalizzare. Chi ha vinto le elezioni regionali? Direi nessuno, anche se il Centro-destra si porta a casa 4 Regioni che erano amministrate dal Centro-sinistra. Le precedenti elezioni si svolsero 5 anni prima in un clima certamente molto più favorevole per il Centro-sinistra italiano. La perdita di Piemonte, Lazio, Campania e Calabria rappresenta comunque una grave sconfitta. Non ritengo sia possibile accollare la colpa della sconfitta in Piemonte a Beppe Grillo che pure ha sottratto un buon numero di elettori al Centro-sinistra. La scelta di Emma Bonino in Lazio, regione con la più alta concentrazione d’Italia di conventi e chiese forse non è stata la più azzeccata. In Campania il bravo Sindaco di Salerno De Luca non è riuscito a contenere l’emorragia di consensi causata da Bassolino, Pecoraro ed altri in seguito (anche) alla disastrosa non gestione della vicenda rifiuti. Al di là delle (pur semplificate) motivazioni e ragioni locali, vi è un dato: l’astensione. Chi ha perso le elezioni? La politica. Una politica, nella maggior parte dei casi, ormai vecchia, autoreferenziale, di “casta”, chiusa e non più in sintonia con il Paese e con le esigenze reali delle persone, delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, insulsa e litigiosa. Una politica che allontana i giovani.