GLI AUTORI DI “FARMAKILLER”: INUTILI E PERICOLOSE LE VACCINAZIONI DI MASSA. RICORDARE L’INFLUENZA AVIARIA.
Scritto da stefano
Martedì 01 Settembre 2009 12:49
Gli autori di un fortunato libro edito gli scorsi mesi, da “Stampa Alternativa” nella collana “I Libri di Gaia-Ecoalfabeto”, dal titolo “FarmaKiller”, intervengono a proposito dell’allarme per “l’influenza A”. Il virus A/H1N1 ha scatenato la psicosi tra i cittadini e gli appetiti delle “Big Pharma”, le multinazionali del farmaco. Decine di milioni di dosi di vaccino sono pronte per essere somministrate, nonostante il vaccino non sia, al momento, né sicuro, né efficace. I vaccini anti influenzali hanno, generalmente, successo in tre casi su 10. A giudizio dei maggiori farmacologi italiani, inoltre, non esiste un sistema credibile e rigoroso di farmacovigilanza per verificare la reale efficacia dei vaccini una volta somministrati. La possibile mutazione del virus influenzale, inoltre, rischia di rendere il vaccino inutile proprio nel momento in cui è in corso la vaccinazione di massa. La paventata “pandemia” del nuovo virus si trasformerà in affari miliardari per alcune solite note industrie farmaceutiche, per poi dissolversi nell’oblio, come accaduto per l’influenza aviaria. Gli autori di “FarmaKiller”, Stefano Apuzzo (già deputato e Presidente di Amici della Terra Lombardia) e Marcello Baraghini (fondatore di Stampa Alternativa), ricordano proprio l’esperienza dell’influenza aviaria e del relativo vaccino che invase i mercati
Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2009 20:27
Chi ha vinto e chi ha perso le elezioni? Il Centro-sinistra ha ragioni per essere soddisfatto? Cosa bisogna fare per tentare di riprendere a vincere? Domande difficili alle quali corrispondono molte risposte. Proviamo a semplificare qualche concetto, anche correndo il rischio di banalizzare. Chi ha vinto le elezioni regionali? Direi nessuno, anche se il Centro-destra si porta a casa 4 Regioni che erano amministrate dal Centro-sinistra. Le precedenti elezioni si svolsero 5 anni prima in un clima certamente molto più favorevole per il Centro-sinistra italiano. La perdita di Piemonte, Lazio, Campania e Calabria rappresenta comunque una grave sconfitta. Non ritengo sia possibile accollare la colpa della sconfitta in Piemonte a Beppe Grillo che pure ha sottratto un buon numero di elettori al Centro-sinistra. La scelta di Emma Bonino in Lazio, regione con la più alta concentrazione d’Italia di conventi e chiese forse non è stata la più azzeccata. In Campania il bravo Sindaco di Salerno De Luca non è riuscito a contenere l’emorragia di consensi causata da Bassolino, Pecoraro ed altri in seguito (anche) alla disastrosa non gestione della vicenda rifiuti. Al di là delle (pur semplificate) motivazioni e ragioni locali, vi è un dato: l’astensione. Chi ha perso le elezioni? La politica. Una politica, nella maggior parte dei casi, ormai vecchia, autoreferenziale, di “casta”, chiusa e non più in sintonia con il Paese e con le esigenze reali delle persone, delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, insulsa e litigiosa. Una politica che allontana i giovani.
La politica italiana è riformabile o dobbiamo affidarci ai “Pirati”?
Non è un quesito semplice. Eppure, è sotto gli occhi di tutte e di tutti la lontananza tra il Paese reale e la classe politica (tutta), tra chi vive le difficoltà e le vessazioni quotidiane e chi vive tra i felpati velluti dei palazzi romani, coccolato da mille privilegi ed agi. Questo è il peggior Governo che l’Italia abbia mai avuto: un intreccio perverso e intricato di affari, incapacità, lotte intestine, pulsioni piduiste, cartelli politico-affaristici e menefreghismo. Dato ciò per acquisito, quale è l’alternativa? Alle prossime elezioni politiche vinceremo noi, il Centro-sinistra. Si, sembra un dato certo: ma per merito nostro o per demerito del Centro-destra che ha deluso tutte le aspettative dei propri elettori e di chi aveva offerto aperture di credito? Chi è causa, seppur non unica, della crisi e del problema, può candidarsi a risolverli? L’attuale Centro-sinistra interpreta davvero le aspettative degli italiani e sarà in grado di governare il Paese in una fase così complicata? Sono quasi certo che riproporremo ricette vecchie a problemi nuovi e deflagranti. Bersani, Di Pietro e Vendola sono in grado di far virare l’Italia, dopo aver incassato una, probabile, vittoria elettorale? Ha dei dubbi perfino Massimo D’Alema che ha sentenziato “una fotografia insufficiente”. Inoltre, non sono già stati insieme al Governo, con responsabilità differenti ma con ruoli di primo piano? Quanto è durato quel Governo? Probabilmente, prima della somma dei numeri e delle alleanze elettorali, oltre alle ricette per salvare l’Italia da crisi e speculazioni, sarebbe bene porsi la questione del rinnovo della politica, dei partiti, della classe dirigente che ha una media di 60 – 70 anni. Coloro che contano oggi nella politica italiana, al centro, a destra e a sinistra, sono tutti appartenenti alla storia degli anni 70 e 80, fossili della politica, quarte e quinte fila dei primi anni 90. Molti sono passati dal duro lavoro del portaborse alla poltrona di ministro o di capogruppo in Parlamento. Quale può essere la capacità di innovazione e di comprensione dei fenomeni e delle difficoltà sociali di un signore che faceva il portaborse di Forlani o lo scendiletto di Bettino Craxi? Cosa ne può comprendere della banda larga e dell’infrastrutturazione tecnologica del Paese un settantenne che ha trascorso nel Transatlantico di Montecitorio metà della propria vita “lavorativa”? In questo caso ha davvero ragione Beppe Grillo, quando afferma che per innovare è necessario mettere insieme le conoscenze dell’ingegnere con l’antica sapienza e buon senso della nonna. In Italia, invece, abbiamo nonni che non intendono trasmettere ai più giovani il proprio sapere, consentendo a braccia e menti più fresche di ricostruire il Paese, ma vogliono solo farsi accompagnare dalla “poltrona” e dai correlati benefici e ruoli al crepuscolo. “Raggiunta l’età della pensione un ottimo manager o professionista o artigiano fa il consulente per i più giovani e consegna ad altri il patrimonio di conoscenza acquisito in una vita di esperienza, di errori e di successi”, mi dice mio padre. Invece, l’egoismo del potere in Italia, ammesso che abbia acquisito qualche conoscenza dall’esercizio del potere stesso, tiene tutto gelosamente custodito a chiave. Svecchiare la classe politica, quindi, rischia di essere l’ingrediente numero uno della ricetta per risolvere una parte dei problemi. Svecchiare senza trasmissioni nepotiste e di sangue, ereditarie. Renzo Bossi, con la sua aria perennemente alcolica, non è nemmeno un’unghia del padre (pre Ictus), un po come Christian De Sica fa annichilire l’arte del padre, Vittorio. E’ un periodo in cui torna prepotentemente alla ribalta l’antipolitica e la demagogia populista. Tutti i rappresentanti della pubblica amministrazione e della politica sono additati come eremiti chiusi nei dorati palazzi del potere. Di questa ventata iconoclasta ne fanno le spese anche politici seri e appassionati che vivono la politica come missione (probabilmente non la maggioranza), competenti e capaci amministratoti pubblici, Sindaci e Assessori che vivono con mille, duemila euro al mese. Purtroppo, l’assenza di etica e di coerenza nell’attività di molti esponenti politici nazionali e di Governo, hanno indotto uno tsunami anti politico e di questo ne fanno le spese tutti coloro che oggi fanno politica nei partiti tradizionali. La fiducia dei cittadini e degli elettori nei confronti della politica è a livelli bassissimi. Ho letto della nascita, anche in Italia del Partito Pirata, formazione molto giovane che ha già mietuto straordinari consensi in Germania, in Svezia e in altre decine di Paesi (e che ha, perfino, due europarlamentari). La filosofia sembra ispirarsi alla liberta di Internet per proiettarla nella società: libertà dalla burocrazia, libertà dai furti legalizzati delle banche e delle Borse, libertà di trovare un lavoro, di avere assistenza se necessaria, libertà di fare impresa seriamente, libertà da lobby e cricche di potere. La ciurma pirata sembra veleggiare sulla stessa rotta proposta dal movimento di Beppe Grillo, intercettando il non voto, il voto di protesta, il voto di chi ne ha le scatole piene e le tasche vuote. Non vi è nulla di male se il non voto di protesta viene intercettato dalla (nuova) politica per farlo contare. Sempre meglio che non vi siano a tirare le reti della pesca miracolosa movimenti populisti, leghisti o peggio, neo nazisti come accaduto fino a qualche tempo fa in mezza Europa. Interessante e curioso veder sventolare la bandiera pirata su Montecitorio.Innovatori e rivoluzionari, come gli straccioni, come i radicali negli anni 70 o i Verdi negli anni 80... Siamo sicuri che sia solo lo scherzo di qualche buontempone?
Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Dicembre 2011 11:10
Incendi in Italia, tra criminali, interessi speculativi e latitanza dello Stato.
Scritto da stefano
Venerdì 19 Agosto 2011 19:40
L’Italia brucia, è un titolo da prima pagina di ogni estate, da almeno un ventennio. Nessuna novità. Ma proprio nessuna, a parte qualche Canadair (i tipici aerei gialli) ed elicottero attrezzato in più. Per il resto tutto è drammaticamente uguale a 20 anni fa. Ricordo che, nel 1993, con Fulco Pratesi, allora collega di Parlamento alla Camera dei deputati, riuscimmo ad impegnare il Governo all’acquisto di una ventina di nuovi Canadair per la lotta agli incendi boschivi. La sensazione è che siano ancora quei Canadair in giro a spegnere gli incendi, per la maggior parte dolosi, che devastano il Belpaese. Eppure, oggi quella dei Canadair appare una soluzione arretrata, per lo meno in diverse aree del Paese. Lo Stato e i Comuni delle aree site in territori a rischio incendi, dovrebbero obbligare i proprietari degli appezzamenti a installare bocche di aggancio per l’acqua e detenere e manutenere pompe di irrigazione – anti incendio. Nel frattempo l’Italia continua a bruciare e nessuno ha ancora pensato di incriminare i piromani per “tentato omicidio”, costituendo magari un deterrente maggiore. Il Canadair che lascia acqua su una zona incendiata è stato ripreso sulla collina che sovrasta Riomaggiore, alle 5 Terre, in provincia di La Spezia. Una testimonianza diretta da un luogo tra i più belli d’Italia dato alle fiamme da due imbecilli in giacca e cravatta, due “professionisti” già identificati dalle Forze dell’ordine.
La classifica del fuoco. La Campania è la seconda regione in Italia per numero di incendi e superficie colpita: sono 389, secondo i dati forniti dal Corpo forestale dello Stato, nel periodo fra il 1° gennaio e il 10 agosto 2011, rispetto ai 486 della Puglia. Seguono la Sardegna (369), la Puglia (299), la Sicilia (272), la Toscana (261). La Puglia è la regione in cui si è registrata la più estesa superficie di boschi percorsa dal fuoco (2.020 ettari). Seguono la Sardegna (1.829), la Campania (914)e il Lazio (443). A livello nazionale, la superficie bruciata cresce del 41 per cento rispetto al 2010, mentre il numero di incendi aumenta del 66 per cento. Dal 1° gennaio al 10 agosto 2011 si sono verificati complessivamente 3.008 incendi. Rispetto allo stesso periodo del 2010 c’e’ stato un aumento del 66 per cento degli incendi boschivi e del 41 per cento della superficie totale percorsa dalle fiamme.
Rozzano, Un PGT di sostenibilità ambientale e rilancio del lavoro e della città eco-compatibile. Migliorabile, da subito
Scritto da stefano
Venerdì 09 Dicembre 2011 12:36
Serata importante quella che si è svolta lunedi 5 dicembre 2011, in Consiglio comunale a Rozzano. In approvazione, o meglio in adozione, il PGT, Piano Generale del Territorio, lo strumento di pianificazione urbanistica, sociale e territoriale dei prossimi anni. Il documento che delinea il futuro della città è stato portato, dopo un lungo periodo di confronto e illustrazione pubblica, all’adozione da parte dei Consiglieri comunali. Di rilevante portata e importanza per la città e per il suo futuro l’oggetto del Consiglio comunale: l’adozione del PGT, del Piano di Azzonamento Acustico e della tutela del reticolo dei corsi d’acqua. Su questo passo fondamentale per il governo della città e il territorio, interviene il Segretario del Circolo del Partito Democratico di Rozzano, Antonio Lo Preiato, che afferma: “Il Piano Generale del Territorio rappresenta un percorso strategico di sviluppo sostenibile, di qualità, lungimirante per il presente e per il futuro.
Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Dicembre 2011 11:00