Stop alle ruspe per salvare i rospi. PDF Stampa E-mail
Scritto da stefano   
Lunedì 19 Aprile 2010 12:19

Il rospo smeraldino e diversi altri suoi “cugini” sono animali a rischio di estinzione e per tale ragione, particolarmente protetti in Europa e in Italia da Leggi e Direttive.
Nel periodo primaverile, è sufficiente che si formi un’ampia pozzanghera in una zona di campagna o di natura marginale perché i rospi vi depositino le uova da cui nascono poi i girini.
In primavera la natura si rigenera, gli animali si riproducono e nelle campagne è tutto un fermento.
Capita spesso che i lavori pubblici già previsti configgano con il risveglio della natura. Proprio per questa ragione, il Regolamento del Verde di Rozzano vieta di intervenire sugli alberi e sui corsi d’acqua nel periodo primaverile ed estivo.
Alcuni lavori previsti per risistemare l’area a Valleambrosia, alle spalle del centro “La Coccinella”, verso lo svincolo della tangenziale Ovest, uscita Rozzano, sono stati bloccati dall’Assessore all’Ambiente, Stefano Apuzzo.
Le ruspe stavano rimuovendo macerie abbandonate e rifiuti di ogni tipo, quando i volontari dell’Associazione APE, Animali Piante Ecologia di Rozzano, con Catia Acquaviva, si sono accorti della folta presenza di rospi adulti e di girini nelle macchie d’acqua nell’area.
Lo stop alle ruspe è stato immediato e concordato con i responsabili di API Rozzano. I volontari adesso hanno due settimane di tempo per rimuovere i rospi e i loro girini per spostarli nella vicina “Oasi dello smeraldino” o nelle oasi del WWF.
Un rospo può vivere fino a 10 anni e in quell’area a Valleambrosia, nei pressi dello svincolo della tangenziale è previsto, in un prossimo futuro, lo spostamento di alcune aziende. Per questa ragione i volontari dell’Associazione APE e l’Assessore all’Ambiente di Rozzano, hanno concordato sull’opportunità dello spostamento degli animali. Nei prossimi giorni alle operazioni di salvataggio parteciperanno anche i volontari della Protezione Civile di Rozzano, guidati dal presidente, Renato Porciello.
Come detto i rospi, molti altri anfibi e perfino alcune piante acquatiche sono particolarmente protetti e tutelati da Leggi nazionali regionali e da Direttive europee. Per la distruzione dei loro habitat sono previste sanzioni da codice penale e il sequestro delle aree.