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Manifestazione animalista per chiudere gli stabulari di Harlan a Bresso. Aderiscono anche Carlo e Marina Ripa di Meana. I manifestanti saranno ricevuti dal Sindaco di Bresso, Fortunato Zinni. |
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Scritto da stefano
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Venerdì 04 Giugno 2010 11:16 |
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Alla campagna e alla manifestazione del 5 giugno,“Fermiamo Harlan”, azienda di allevamento di animali da laboratorio e di “servizi di vivisezione”, aderiscono anche Carlo e Marina Ripa di Meana. I manifestanti, alle 14.30, saranno ricevuti dal Sindaco di Bresso, Fortunato Zinni. La delegazione sarà composta da Edgar Meyer, Stefano Apuzzo, Cristina Donati, Presidente, portavoce e responsabile campagne di Gaia Onlus e Nicolò Cascinu, di Animalisti Italiani. In Italia, l’iniziativa è promossa dalle associazioni Gaia Onlus e dall'Associazione "Animalisti Italiani Onlus", con il sostegno dell'associazione internazionale People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) e la collaborazione di Oipa Italia, Lida Milano, LAV Milano, Diamoci La Zampa Onlus, LEAL e coordinamento "Fermare Green Hill".
Il corteo è indetto per chiedere la chiusura dei laboratori dove si manipolano animali geneticamente modificati e si svolgono esperimenti di vivisezione su animali di tutti i tipi.
Il corteo è previsto per il giorno 5 giugno 2010, dalle ore 15 alle ore 17.30, dalla piazza del Comune di Bresso (Mi) in Via Roma 25 fino agli stabilimenti di Harlan Italy di Bresso, in Via del Duca Lillo 10 (di fronte all’ingresso principale della ditta Zambon).
Harlan è un’azienda americana nata 70 anni fa che fornisce laboratori di mezzo mondo con servizi di chirurgia, servizi transgenici, servizi di analisi genetica, servizi di monitoraggio sanitario, animali da laboratorio. La campagna contro Harlan intende denunciare il business miliardario dei "Farma Serial Killer" e i danni arrecati alla scienza e alla salute pubblica dagli esperimenti su animali, un modello fuorviante e sbagliato che serve unicamente agli interessi consolidati delle multinazionali farmaceutiche.
Info per i giornalisti: 02.86463111 – 339.2742285 per info generali:
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Cibo per gatti distribuito gratis dal Comune di Rozzano. |
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Scritto da stefano
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Domenica 16 Maggio 2010 12:59 |
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Lo scorso venerdi la sala dei gruppi consiliari del Comune era affollata di uomini e donne, tutti volontari che si occupano della tutela e della vita dei gatti randagi a Rozzano e limitrofi. Come ogni anno dal 2004, il Comune, per iniziativa dell’Assessore all’Ambiente, Stefano Apuzzo, distribuiva gratuitamente alle “gattare” cittadine una gran quantità di cibo secco e in scatolette. “Si tratta più che altro di una iniziativa simbolica”, afferma l’Assessore Apuzzo, “in un momento di crisi il Comune aiuta e supporta anche così le benemerite persone che, a proprie spese, accudiscono i gatti liberi. Una fornitura di scatoletta l’anno certo non risolve i problemi economici di cittadini amanti degli animali, tra cui vi sono molti anziani e pensionati, ma con questa iniziativa si rinnova l’impegno del Comune e si ribadisce la tutela dei gatti liberi da parte dell’Amministrazione e dell’Asl. Questi nostri cittadini sono spesso colpevolizzati per il loro impegno e noi forniamo anche un supporto amministrativo e legale, ribadendo che i gatti liberi non si devono né spostare né perseguitare e che le “gattare” hanno il diritto-dovere di accudirli”. Alla distribuzione di scatolette per i gatti era presente anche l’Assessore all’Ecologia, Ciro Piscelli e la responsabile dell’Ufficio Diritti Animali ed Ecologia, Annamaria Guzzo. Rispetto agli scorsi anni, in sala capigruppo si è notato un numero crescente di cittadini volontari pro-gatti. Un segno della maggiore coscienza ambientale in città e sensibilità verso gli animali o un segno di una crisi che colpisce tutte le fasce della popolazione?
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Stop alle ruspe per salvare i rospi. |
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Scritto da stefano
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Lunedì 19 Aprile 2010 12:19 |
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Il rospo smeraldino e diversi altri suoi “cugini” sono animali a rischio di estinzione e per tale ragione, particolarmente protetti in Europa e in Italia da Leggi e Direttive. Nel periodo primaverile, è sufficiente che si formi un’ampia pozzanghera in una zona di campagna o di natura marginale perché i rospi vi depositino le uova da cui nascono poi i girini. In primavera la natura si rigenera, gli animali si riproducono e nelle campagne è tutto un fermento. Capita spesso che i lavori pubblici già previsti configgano con il risveglio della natura. Proprio per questa ragione, il Regolamento del Verde di Rozzano vieta di intervenire sugli alberi e sui corsi d’acqua nel periodo primaverile ed estivo. Alcuni lavori previsti per risistemare l’area a Valleambrosia, alle spalle del centro “La Coccinella”, verso lo svincolo della tangenziale Ovest, uscita Rozzano, sono stati bloccati dall’Assessore all’Ambiente, Stefano Apuzzo. Le ruspe stavano rimuovendo macerie abbandonate e rifiuti di ogni tipo, quando i volontari dell’Associazione APE, Animali Piante Ecologia di Rozzano, con Catia Acquaviva, si sono accorti della folta presenza di rospi adulti e di girini nelle macchie d’acqua nell’area. Lo stop alle ruspe è stato immediato e concordato con i responsabili di API Rozzano. I volontari adesso hanno due settimane di tempo per rimuovere i rospi e i loro girini per spostarli nella vicina “Oasi dello smeraldino” o nelle oasi del WWF. Un rospo può vivere fino a 10 anni e in quell’area a Valleambrosia, nei pressi dello svincolo della tangenziale è previsto, in un prossimo futuro, lo spostamento di alcune aziende. Per questa ragione i volontari dell’Associazione APE e l’Assessore all’Ambiente di Rozzano, hanno concordato sull’opportunità dello spostamento degli animali. Nei prossimi giorni alle operazioni di salvataggio parteciperanno anche i volontari della Protezione Civile di Rozzano, guidati dal presidente, Renato Porciello. Come detto i rospi, molti altri anfibi e perfino alcune piante acquatiche sono particolarmente protetti e tutelati da Leggi nazionali regionali e da Direttive europee. Per la distruzione dei loro habitat sono previste sanzioni da codice penale e il sequestro delle aree.
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Funerale delle pellicce al MIFUR, Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle: Falò e sepoltura delle pellicce. |
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Scritto da stefano
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Domenica 07 Marzo 2010 20:43 |
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Questo pomeriggio, dalle ore 15 in poi un gruppo di animalisti, tra cui gli attivisti di Gaia, hanno inscenato una colorita protesta di fronte al Salone della pellicceria, “Mi Fur” che si teneva presso la Fiera di Rho-Pero. Gli ambientalisti di Gaia, armati di vanghe hanno scavato una profonda buca nei giardini antistanti ed hanno seppellito alcune pellicce, dando vita, subito dopo ad un simbolico “Falò della vita”, ovvero all’incenerimento delle pellicce. Erano presenti una cinquantina di giovani. La sepoltura degli indumenti ha inteso simboleggiare il rispetto e la consapevolezza di pelli e pellicce una volta appartenuti ad esseri viventi. L’obiettivo della manifestazione era far comprendere ai cittadini che indossare pelle d'animale non è elegante bensì un mero atto di crudeltà ed egoismo. Il Mifur, il Salone Internazionale della Pellicceria e della Pelle, rappresenta oggi il punto di riferimento per il mercato internazionale di settore. "Abbiamo inscenato questa colorita manifestazione di protesta per ricordare a stilisti e operatori del mondo della moda e della pellicceria che la guardia non è stata abbassata e che è pronta nei loro confronti una vasta campagna di boicottaggio internazionale. Tutti gli stilisti che impiegano guarnizioni in pelliccia saranno identificati con nome, cognome e indirizzo personale e resi pubblici. Tra coloro ci sono molti che impiegano pellicce di cane e di gatto, sovente importate dalla Cina”, dichiarano Edgar Meyer, Presidente di Gaia e Cristina Donati, responsabile campagne di Gaia Onlus. Gli animali vengono spietatamente allevati e uccisi e il loro pelo usato per macabre finiture di indumenti e accessori o per farne cappotti che vengono sempre più frequentemente proposti dagli stilisti. |
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