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ALLARME PER LA SALUTE: SACCHETTINI “DEUMIDIFICATORI” ESSICCANTI SONO PERICOLOSI. BANDO DAL 1° MAGGIO 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da stefano   
Venerdì 22 Maggio 2009 17:34

Si trovano praticamente in tutti i prodotti in commercio, dai vestiti alle apparecchiature elettroniche, dalle scarpe ai divani: sono dei piccoli sacchettini di stoffa o di carta che hanno l’obiettivo di assorbire l’umidità e prevenire muffe e funghi della confezione del prodotto. Peccato siano tossici e allergenici perché contengono DMF, Dimetilformammide, una sostanza chimica che causa allergie e forti irritazioni alla pelle. .
Dal 1° maggio l’Unione europea (e l’Italia) ne hanno vietato l’importazione. In tutti i negozi del nostro Paese, tuttavia, i prodotti sugli scaffali contengono ancora i fatidici “deumidificatori”, alla faccia della salute collettiva.
La denuncia proviene da Stefano Apuzzo, già parlamentare e Presidente di Amici della Terra Lombardia.
“Per anni, dopo la messa al bando da parte dell’Unione europea, abbiamo avuto nei negozi prodotti per l’infanzia tossici agli ftalati. Non vorremmo che il DMF seguisse la stessa sorte: messo al bando dalle autorità e tuttavia ancora a lungo in circolazione”, dichiara l’esponente ambientalista.
In una nota scritta a quattro mani con Edgar Meyer, Presidente di Gaia Onlus, gli ambientalisti chiedono al Sottosegretario alla Salute, di attivare in tutto il Paese “i necessari controlli per mettere davvero fuorilegge gli essiccanti al DMF”.
Già lo scorso febbraio al porto di Trieste era stato effettuato un grosso sequestro di prodotti importati dalla Cina.
I containers di una nave proveniente dall’Asia contenevano scarpe da mare e scarpe da ginnastica prodotte in Cina, confezionate insieme alle fatidiche bustine non permesse nell’Unione europea.
Il materiale sequestrato aveva un valore di circa 180 mila euro.
 “Chiediamo ai consumatori di verificare se nei prodotti acquistati vi siano i sacchettini essiccanti e in tal caso di riportare il bene al negozio e di segnalarlo alle Autorità di Polizia Giudiziaria”, concludono Apuzzo e Meyer.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Maggio 2009 22:01
 
NUCLEARE. DENUNCIA AMBIENTALISTA: ALCUNI SITI SCELTI CON METODI EMPIRICI. PDF Stampa E-mail
UN LIBRO SVELA RETROSCENA INQUIETANTI. LA MOZIONE PER I COMUNI CONTRO IL RITORNO AL NUCLEARE (ROZZANO)
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“Se il Governo intende costruire centrali nucleari nel nostro Paese stia ben attento ai siti che sceglie. In questi giorni si parla di riattivare i vecchi siti nucleari come Montalto di Castro.
I governanti fautori del ritorno al nucleare sono a conoscenza di come fu scelto il sito per la centrale elettronucleare di Montalto di Castro?”
La domanda la pongono Stefano Apuzzo, già deputato dei Verdi e presidente di Amici della Terra Lombardia e Edgar Meyer, presidente di Gaia Onlus.
In un libro, “Foglie di Fico” di Kaos edizioni edito nel 2004, sono svelati e documentati i retroscena della scelta di Montalto.
Si legge nel volume: “Nel 1977 un alto burocrate dell’ente energetico statale incaricò la moglie “sensitiva” di un collega di effettuare una “indagine parapsicologica” per verificare l’idoneità di Montalto di Castro ad accogliere la centrale nucleare. L’incredibile documento, redatto su carta intestata dell’Ente di Stato, dimostra quale fosse lo spessore della politica energetica dell’Enel e in quali mani sia stata per molti anni la sicurezza dell’intera nazione, esposta al pericolo nucleare fino al 1987, data in cui il referendum pose la parola fine all’atomo. In realtà la “sensitiva” doveva dare un parere sulla costruzione di ben quattro centrali nucleari, tra cui quella del’Alto Lazio (…). La prima “analisi parapsicologica” della medium di Tor Vergata parlava di “necessità di spostare alcuni edifici della centrale e il reattore”. Quegli spostamenti suggeriti dalla “sensitiva” costarono all’Enel di allora circa 18 miliardi di lire”.
Sembrerebbe che i siti sui quali il Governo intende puntare per impiantare le “nuove” centrali corrispondano ai vecchi siti “congelati”. Gli ambientalisti segnalano il pericoloso pressapochismo insito nel rilancio del costosissimo nucleare, con metodi e logiche simili a quelle adottate dalla “sensitiva”.
Maggiori informazioni su: www.gaiaitalia.it e www.amicidellaterra.it

Di seguito l'Ordine del Giorno contro il ritorno al nucleare che sarà presentato al Consiglio Comunale di Rozzano (scritto dall'Ingegnere nucleare, Marco Masini) e che può servire da traccia per altri Consigli, comuali e provinciali o regionali.
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