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Dei 60 mila barili al giorno che fuoriescono dalla piattaforma della BP nel mare tropicale del Golfo del Messico, almeno qualche barile è stato “restituito” ieri mattina al colosso inglese dagli ambientalisti di Amici della Terra e da Gaia Onlus. L’iniziativa di protesta è stata indetta per denunciare il comportamento criminale e negligente della BP. Gli ambientalisti si dirigeranno presso un vicino distributore della BP. Il disastro ambientale che prosegue nel Golfo del Messico e che ha già ucciso milioni di animali, pesci e distrutto la biodiversità e l’economia della zona, è causato dall’avidità dei responsabili della British Petroleoum, i quali erano a conoscenza delle falle nei sistemi di sicurezza, i quali continuano a dimostrare la propria incapacità nel fermare lo sversamento in mare del petrolio. Al blitz hanno preso parte l’Assessore rozzanese, Stefano Apuzzo e il Presidente della Commissione consiliare Territorio del Comune di Rozzano, Marco Masini. “Gli stessi signori responsabili del disastro nel Golfo del Messico”, affermano, con Marco Masini, Stefano Apuzzo e Edgar Meyer, il primo Assessore all’Ambiente di Rozzano e Presidente di Amici della terra Lombardia, il secondo Presidente di Gaia Onlus, “adesso hanno anche l’autorizzazione a perforare sotto i mari nel Golfo della Sirte, di fronte la Libia, nel Mar Mediterraneo a due passi dalle coste italiane. Chiederemo al Governo italiano e all’Europa di intervenire per fermare i serial killer dei mari”. Gli ambientalisti, subito dopo la protesta, sono stati ricevuti dai dirigenti della BP di Milano, ai quali hanno espresso tutte le proprie preoccupazioni. “Il Mediterraneo non è un mare qualsiasi; pur rappresentando solo l'1% della superficie dei mari del mondo, presenta un concentrato di biodiversità, di ambienti e di paesaggi introvabile altrove”, ha affermato il presidente onorario del Wwf Italia Fulco Pratesi. “In pieno disastro ecologico e dopo che sono venuti a galla non solo i milioni di barili di petrolio della BP ma anche le bugie, le manipolazioni e l’inadeguatezza della dirigenza BP, ammonta a 10 miliardi di dollari il monte profitti per il 2010 annunciato dall’Amministratore delegato del colosso petrolifero inglese, Tony Hayward”, afferma l’ex parlamentare Stefano Apuzzo, che, all’unisono con il Consigliere Masini, aggiunge “questi criminali dell’ambiente non possono e non devono passarla liscia. Lanciamo il boicottaggio europeo e italiano della BP per costringerli a stare alla larga dalle nostre coste e fuori dal Mediterraneo!”. I retroscena delle autorizzazioni per perforare nel Golfo della Sirte (accordo siglato con la Libia nel 2007), ad una profondità maggiore – e quindi con più criticità che nel Golfo del Messico – sono noti. Il gruppo petrolifero britannico, al centro delle polemiche per il ruolo svolto per la liberazione del libico Abdelbaset al-Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie, è accusato di avere esercitato pressioni sulle autorità britanniche per ottenere la liberazione dello stesso Megrahi in cambio del contratto di esplorazione di idrocarburi al largo della Libia, nel cuore del Mediterraneo. All’iniziativa hanno preso parte anche gli esponenti di Class Onlus e di Alleanza Ecologica per l’Italia, Loris Riva e l’ex deputato Camillo Piazza |
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E’ partita per Anversa da dove si imbarcherà per il sud del Congo, Repubblica Democratica, una piccola carovana di aiuti medici e umanitari. L’ultimo carico è stato fatto a Rozzano, con tre defibrillatori usati donati dall’Ospedale Humanitas. Il Sindaco della città, Massimo D’Avolio, ha salutato i volontari di ProAfrica Onlus augurando loro buona fortuna per la missione. Alla guida della carovana di aiuti c’è Emilio Gallopin, Tesoriere di Pro Africa Onlus, attivo nel volontariato a Broni (Pv). Tra i beni in viaggio verso Boma, nel sud del Congo, vi sono un’autoambulanza, donata dalla Croce Verde di Pavia (è la seconda autolettiga che viene recapitata in Congo), un ecografo, tre defibrillatori, medicine, computer, sterilizzatori, motori, unità completa da dentista, apparecchiature per analisi mediche e altre apparecchiature elettromedicali. Gli aiuti umanitari sono destinati ad alcuni ospedali del sud del Congo, tra cui l’Ospedale “Madonna del Manto” di Boma, realizzato da Pro Africa Onlus ed oggi gestito dai cittadini congolesi di Pro Africa Congo. Tra i donatori si segnalano l’Ospedale Sant’Anna di Torino tramite Enzo Carugati, GHO' Linea Dentale srl del dott. Angelo Gallinari di Broni, la Fondazione Salvatore Maugeri di Montescano. La missione, coordinata da padre Dieudonnè Theto Ngoma, è stata aiutata e supportata anche dal Comune di Rozzano, dalla parrocchia di Sant’Ambrogio di Rozzano, dalla Iter del Consigliere del Comune di Rozzano, Serafino Piras. “L’Africa ha bisogno di tutto, ma in particolare di apparecchiature elettromedicali, di computer, di tecnologie alla portata di tutti e di buone pratiche”, afferma Stefano Apuzzo, presidente di Pro Africa, che aggiunge “L’Africa è un continente ricchissimo di risorse naturali che però viene depredato da compagnie straniere (europee, cinesi, coreane e americane) e da una classe politica locale corrotta e inadeguata”. La città di Boma, dove sono destinati gli aiuti medici, è un centro di 300 mila abitanti e Kalamu, il quartiere dove si trova l’ospedale di Pro Africa, è la zona più povera della città con 80 mila residenti.
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Alla campagna e alla manifestazione del 5 giugno,“Fermiamo Harlan”, azienda di allevamento di animali da laboratorio e di “servizi di vivisezione”, aderiscono anche Carlo e Marina Ripa di Meana. I manifestanti, alle 14.30, saranno ricevuti dal Sindaco di Bresso, Fortunato Zinni. La delegazione sarà composta da Edgar Meyer, Stefano Apuzzo, Cristina Donati, Presidente, portavoce e responsabile campagne di Gaia Onlus e Nicolò Cascinu, di Animalisti Italiani. In Italia, l’iniziativa è promossa dalle associazioni Gaia Onlus e dall'Associazione "Animalisti Italiani Onlus", con il sostegno dell'associazione internazionale People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) e la collaborazione di Oipa Italia, Lida Milano, LAV Milano, Diamoci La Zampa Onlus, LEAL e coordinamento "Fermare Green Hill".
Il corteo è indetto per chiedere la chiusura dei laboratori dove si manipolano animali geneticamente modificati e si svolgono esperimenti di vivisezione su animali di tutti i tipi.
Il corteo è previsto per il giorno 5 giugno 2010, dalle ore 15 alle ore 17.30, dalla piazza del Comune di Bresso (Mi) in Via Roma 25 fino agli stabilimenti di Harlan Italy di Bresso, in Via del Duca Lillo 10 (di fronte all’ingresso principale della ditta Zambon).
Harlan è un’azienda americana nata 70 anni fa che fornisce laboratori di mezzo mondo con servizi di chirurgia, servizi transgenici, servizi di analisi genetica, servizi di monitoraggio sanitario, animali da laboratorio. La campagna contro Harlan intende denunciare il business miliardario dei "Farma Serial Killer" e i danni arrecati alla scienza e alla salute pubblica dagli esperimenti su animali, un modello fuorviante e sbagliato che serve unicamente agli interessi consolidati delle multinazionali farmaceutiche.
Info per i giornalisti: 02.86463111 – 339.2742285 per info generali:
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